San Severo fuori dalla ZES e dal Contratto di Sviluppo per la Capitanata

Sono quattro le ZES in provincia di Foggia e, tra queste, in nessuna rientra San Severo e il suo bacino territoriale. Oltre a questo treno, la città dei campanili ne ha perso un altro, ovvero quello del contratto di sviluppo per la Capitanata: nessun progetto è stato mai presentato

Lo avevamo previsto durante i nostri forum: abbiamo perso non uno, ma ben due treni per il rilancio economico di San Severo e dell’Alto Tavoliere. Questo comporterà un ulteriore incremento della fuga dei giovani dalla nostra città e un declino sociale ed economico che, allo stato dell’arte, neanche il genio della lampada di Aladino saprebbe risolvere”. Raffaele Fanelli, candidato sindaco della lista civica Volare Alto, punta il dito contro la mancanza di lungimiranza della politica locale, che non ha saputo cogliere al volo le opportunità offerte da  ZES e Contratto di Sviluppo per la Capitanata.

SAN SEVERO FUORI DALLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI

“Il 13 maggio ho invitato presso il comitato di Volare Alto il professor Antonio De Maio, il quale ha parlato  di agricoltura e ZES, di capacità e criticità che il territorio di San Severo deve affrontare per rilanciare il comparto agricolo e dei finanziamenti che l’Unione Europea ha stanziato per aiutare determinate zone geografiche italiane, tra cui la Puglia – racconta Raffaele Fanelli, che aggiunge – nel corso della serata, il professor De Maio ha informato i presenti che San Severo non rientrava nelle ZES riconosciute in Puglia e che sarebbe stato auspicabile far sì che questo accadesse, per rilanciare la città e attrarre nuovi capitali”. Alle due ZES di Foggia-Incoronata e Manfredonia-Monte Sant’Angelo si sono aggiunte le aree di Ascoli-Candela e di Cerignola. “Se da Palazzo Celestini avessero avuto lungimiranza, ma soprattutto capacità amministrativa e amore per la città, avremmo avuto oggi San Severo tra le città ZES – tuona Raffaele Fanelli, che aggiunge – con Volare Alto ci eravamo proposti di far sì che la città rientrasse tra le zone economiche speciali, purtroppo, il tempo è stato tiranno: ma di questo non dobbiamo darne noi conto ai cittadini, bensì chi ha amministrato in modo sciatto la città in questi ultimi cinque anni”.

SAN SEVERO FUORI DAL CONTRATTO DI SVILUPPO PER LA CAPITANATA

Sono 138 i progetti depositati ad Invitalia, braccio operativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Contratto Istituzionale per lo Sviluppo della Capitanata. “Da San Severo non è stato presentato alcun progetto: assurdo! – tuona Raffaele Fanelli, che aggiunge – Manfredonia ha depositato ben 16 progetti, Foggia 5 e Lucera 3, ma tutta la Capitanata si è mossa, dai Monti Dauni al Gargano”. La strategia di sviluppo del Contratto Istituzionale di Sviluppo che il premier Giuseppe conte ha istituito con decreto del Presidente del Consiglio, si basa innanzitutto sulla valorizzazione delle eccellenze locali (culturali, naturalistiche, eno-gastronomiche, artigianali e produttive) e mira a dare concreta attuazione al potenziale territoriale ancora non pienamente espresso attraverso la realizzazione di interventi strategici, funzionalmente connessi tra di loro. “San Severo è dunque fuori anche da questa succulenta opportunità di rilanciare il suo territorio – dice Raffaele Fanelli, che aggiunge – non lamentiamoci poi che i giovani emigrano e le aziende chiudono i battenti: la politica ha trasformato la nostra oasi in un deserto”.


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